Moms Don’t Quit

The world of work needs moms. Let’s not make them quit.
In Italia la conciliazione tra lavoro e maternità è un problema culturale, tuttora non risolto. Nel biennio 2014-15, circa 800.000 donne sono state forzate a lasciare il lavoro come conseguenza della maternità. Il 2016 ha registrato il più basso tasso di natalità nel Paese da sempre. Circa il 30% delle donne lavoratrici lascia il lavoro entro i primi due anni di vita del bambino per le difficoltà e la mancanza di aiuti e sostegno. Continue reading

  • Type: Agency Work
  • Client: Corriere della Sera
  • Year: 2017
  • Agency: FCB Milan
  • My role: Concept, Art Direction, Video Making (interviews), Video Editing, Website



Per mostrare l’assurdità del costringere le donne a scegliere tra maternità e lavoro, abbiamo scelto di rendere la lettera di dimissioni simbolo e icona di questa campagna, in un modo inaspettato: le donne, anziché accettare di doversi dimettere dal lavoro, scelgono di dimettersi dal loro ruolo di mamme, leggendo una lettera rivolta ai propri figli.

I bambini, con le loro naturali reazioni di rigetto e rifiuto, dimostrano come sia davvero semplice capire ciò che tuttavia ogni giorno noi tutti fingiamo di non capire: una mamma che lavora è una risorsa in più, non in meno.

La distruzione della lettera ha continuato ad essere protagonista sui social media, prima attraverso l’adesione di alcune celebrità locali e poi di migliaia di italiani che sui loro canali social hanno replicato lo stesso gesto iconico di distruggere un foglio bianco, che rappresenta le dimissioni di una mamma.

La campagna si è diffusa anche attraverso una serie di annunci stampa in cui le mamme raccontano come le loro qualità professionali siano state “aumentate” dalla maternità e non diminuite. Sul sito internet, sono state raccolte storie di madri licenziate e interviste a datori di lavoro e HR specialisti.

Hanno contribuito alla diffusione dell’iniziativa centinaia di articoli di giornale e servizi televisivi nazionali che ne hanno parlato.

Infine, abbiamo creato una petizione online con la quale chiediamo al Parlamento di creare una specifica agenda parlamentare su questo tema.